19/09/2008

Capitolo 1 (Seconda Parte)

Poco dopo è di nuovo seduta al mio fianco.
Ignorando le occhiate di complicità, che Rudy continuava a lanciarmi senza il minimo ritegno, le chiesi di illustrarmi quello di cui aveva bisogno.
-Faccio parte di una nuova carboneria che si propone di togliere la morsa in cui politici e clero tengono questa città. Ed ora abbiamo bisogno del tuo aiuto.-
-E cosa dovrei fare?-
-Alcuni degli obiettivi che ci siamo prefissi sono raggiungibili solo con l’aiuto di un mago. Naturalmente il compenso sarà adeguato e...-
-Ci si rivede eh?- disse una voce alle mie spalle –Credo che questa volta non te la caverai come nel nostro ultimo incontro-
Mi girai di scatto per vedere chi aveva parlato e per capire con chi ce l’avesse.
Era il rapinatore di ieri sera. E, guarda caso, ero io il bersaglio delle sue ingiurie.

 

Tornai a parlare con Erika.
-Stavi dicendo?- le chiesi sorridendo
Non fece in tempo a rispondere.
-Forse qualcuno non ha capito di essere nella merda fino al collo..- la voce alle mie spalle stava iniziando a diventare minacciosa.
-Un attimo e arrivo- gli dissi senza nemmeno girarmi.
Probabilmente fu per quello che non vidi il cenno che fece ai suoi due soci.
Guardai di nuovo la mia bella interlocutrice che sembrava terrorizzata.
-Calma- le dissi – Questi dopo li sistemo io. Comunque fatti trovare qui domani verso le 10. Ti dirò se accetto il vostro incarico oppure no-
Non feci nemmeno in tempo a salutarla.
Quattro vigorose braccia mi trascinarono fuori dal locale e mi misero al cospetto del ladruncolo di ieri sera.

 

-Vedo che i tuoi amici hanno le stesse educate movenze che ti caratterizzano, avete per caso studiato ad Oxford?-
-Zitto idiota,  oppure finisci male davvero- mi disse il furfante
-Sto morendo di paura…-
Mi puntò addosso la pistola.
-Forse un po’ di piombo ti farà perdere quel cazzo di sorrisino-
Premette il grilletto. Una, due, tre volte.
Fui inondato di petali.

 

-Ma allora non impari mai!- gli dissi, mostrandogli le mani, –credi che lasciandomele libere tu abbia qualche possibilità?-
-Bloccategliele- esclamò.
I due energumeni mi bloccarono entrambe le braccia.
Ero nei guai.

01/09/2008

Capitolo 1 (Prima Parte)

IL RITORNO DEL MAGO

 

Mattina.
Il sole è già alto nel cielo. Non splende, non scalda, ma continua ad esserci.
Mentre scendo le scale e mi avvio verso il bar penso a lui. E alla sua forza di volontà.
Chissà cosa lo porta qui tutti i giorni. Cosa lo induce a tornare tutte le mattine in un luogo dove i suoi raggi, i suoi figli, sono stuprati dalla stupidità degli esseri che tenta di scaldare, illuminare, rinfrancare?

 

Arrivo al bar. Entro, salutato dalla solita insegna luminosa che recita “Welcome to the Jungle” in un fastidiosissimo verde. 
Rudy, il barista, è impegnato a servire uno dei suoi cocktail devastanti.
In un tavolo a lato del bancone due politicanti sono impegnati a far sparire strisce di coca. Troppo ubriachi per controllarsi, ridono a crepapelle.
Presto li vedremo in TV a recitare sermoni contro alcool e droga.
-Assenzio, liscio senza ghiaccio- ordino alla cameriera mentre appoggio il gomito sul bancone. E’ la mia posizione preferita, da qui domino tutto il locale.

 

-Ti hanno cercato oggi- mi dice Rudy porgendomi il forte liquore color smeraldo
-Chi?-
-Una ragazza. Tra l’altro molto attraente. Credo si tratti di quella lì- rispose allungando il dito per indicarmi una fascinosa figura femminile che si avviava verso di me.
Mi si sedette a fianco.

 

Ostentando la mia solita indifferenza mi accesi una sigaretta. Stavo assaporando il tabacco americano quando lei iniziò a parlare.
-Ho bisogno di lei-
-Piacere, mi chiamo Alex Wolf, tu invece?-
-So bene chi è lei signor Wolf. Ed è per questo che le chiedo aiuto. Comunque mi chiamo Erika-
-E di cosa avresti bisogno Erika?-
-Vedo che lei non perde tempo con i convenevoli. posso darle del tu quindi?-
-Per me è ok-
-Bene, chiudi gli occhi e lo scoprirai.-
Chiusi gli occhi e lei parlò ancora.
-Sto cercando un mago Taikuri. E tu sei uno degli ultimi.-
-Non sono più un mago-
-Storie, un Taikuri resta un mago per tutta la vita.-
-Pensa quello che vuoi, ma ti assicuro di non essere più un mago-
-Bene, allora in che modo mi stai parlando? Apri gli occhi e guarda dove sono!-

 

Erika non era più davanti a me, Rudy mi disse che era uscita da un po’. La scorsi mentre fumava una sigaretta a un centinaio di metri dal bar.
-Se non sbaglio la telepatia è uno dei segreti della scuola Taikuri..- la sua voce tornò a tuonarmi nelle orecchie.
Mi aveva incastrato.

29/07/2008

Prologo

TAIKURI TALES - PROLOGO

 

Notte fonda.
La flebile luce della luna accompagna i miei passi che, inesorabilmente, mi conducono verso casa.
Sento spari in lontananza, anche stasera, probabilmente, sarà pagata la solita quota di morti.
Il mio sguardo si sposta con apprensione verso gli alberi che costeggiano la via, le loro spoglie membra sembrano invocare pietà. Peccato non averli mai visti verdi e rigogliosi.
Ormai niente è più rigoglioso in questa città.


Un leggero rumore alle mie spalle mi spinge ad accelerare il passo.
Troppo tardi.
Un’enorme mano scura afferra con violenza il mio braccio, inducendomi a voltarmi.
- Fuori i soldi amico. Altrimenti ti buco -
E’ la voce dell’uomo che mi ha fermato E’alto e muscoloso e sulla guancia destra ha un’enorme cicatrice. In mano ha una pistola.
E la punta contro di me.


Per niente impaurito, decido di girarmi e di riprendere il cammino verso casa.
Uno sparo. Poi un altro. Ed un altro ancora.
Il tipo fa sul serio.
Mi giro e lui inizia ad urlare che mi avrebbe ucciso se non gli avessi consegnato i soldi e che il quarto colpo era riservato a me.
Guardo con attenzione la mano destra del malvivente e noto che, al posto della pistola c’è un mazzo di fiori. E dell’arma nessuna traccia.

-Si, e con cosa pensi di farlo? – gli rispondo sorridendo. Poi indico la sua mano.
Per farmi capire meglio la situazione, lancia via i fiori e tira fuori un coltellaccio.
-Ora non fai più lo spiritoso, vero?-
Una sirena.
Il ladruncolo, meno stupido di quanto potessi immaginare, scappa a gambe levate.
In questa città gli sbirri sono troppo per chiunque non sia ricco sfondato.
Meglio dileguarsi velocemente.

Finalmente a casa. E’ stata una nottata faticosa.
Lo so, vi starete chiedendo cosa sia successo alla pistola del ladro.
Semplice, sono un mago. Un mago Taikuri.